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FECONDAZIONE IN VITRO ED EMBRIO TRANSFER

Si tratta di una metodica molto diffusa, e consente il trattamento di diverse disfunzioni sia di tipo maschile sia femminile.
Le indicazioni alla F.I.V.E.T. sono:

  • Danno tubarico irreversibile
  • Endometriosi
  • Infertilità maschile (solo nel caso in cui gli spermatozoi, dopo essere stati opportunamente trattati in laboratorio, abbiano parametri minimi per numero e mobilità)
  • Sterilità da causa sconosciuta (nel 15% circa delle coppie sterili la causa di sterilità resta ignota)

La metodica consiste:

  • Somministrazione giornaliera alla donna, per via parenterale, di ormoni per lo sviluppo di follicoli multipli
  • Valutazione ormonale ematica ed ecografica per monitorare la stimolazione follicolare (questa fase ha una durata di circa 10 – 14 giorni)
  • Prelievo delle cellule uovo (a maturazione follicolare completa) mediante aspirazione del liquido follicolare per via transvaginale con ago sottile e sotto controllo ecografico. Tale procedura è eseguita in anestesia generale e in regime di day-hospital.
  • Coltura delle cellule uovo con sperma preparato
  • Valutazione al microscopio dopo circa 24 ore dell’avvenuta fecondazione cellulare
  • Trasferimento embrionale dopo 48 o 72 ore deponendo tramite un catetere molto sottile gli embrioni sul fondo dell’utero. Il trasferimento embrionale avviene in regime ambulatoriale e senza anestesia.
  • Supporto ormonale di Progesterone per 15 giorni, sino alla determinazione dell’avvenuta gravidanza mediante un test ematico (BHCG)

I rischi della F.I.V.E.T. sono:

  • Sindrome da iperstimolazione ovarica: la stimolazione follicolare ovarica necessita di una terapia ormonale cui talvolta la paziente può reagire in maniera eccessiva, determinando la cosiddetta sindrome da iperstimolazione ovarica. Nei casi di grado lieve e medio si assiste a senso di gonfiore addominale, nausea, vomito e talvolta ascite (accumulo di liquido all’interno dell’addome). Nei casi gravi a questi sintomi si può associare un aumento della concentrazione ematica con conseguente ipercoagulabilità e tendenza a trombosi ed embolie; in questi casi è previsto un Ricovero ospedaliero. I monitoraggi ecografici e/o ormonali, permettono di ridurre al minimo il rischio d’iperstimolazione, soprattutto di grado elevato.
  • In alcuni casi può verificarsi la formazione di grosse cisti ovariche che prevede la sospensione del trattamento.
  • Non si può escludere l’insorgenza di gravidanze multiple o extrauterine (circa il 2%).
  • Non si possono escludere malformazioni fetali, anche se dai dati della letteratura le tecniche di procreazione assistita non presentano un aumento delle stesse, e non si può dare nessuna garanzia sul normale sviluppo psico-fisico del bambino.

Variabili che incidono sul risultato:

  • Età della paziente: la fertilità della donna diminuisce progressivamente con l’età, (diminuita risposta ovarica, diminuito indice di fecondazione per la peggiore qualità degli ovociti, aumento di anomalie genetiche e di aborti). Si ritiene che dopo i 40 anni la percentuale di gravidanze ottenute con la FIVET sia ridotta del 30 – 40%, mentre aumenta del 40 – 50% la probabilità di aborto.
  • Situazione seminale del partner: un seme povero in quantità e qualità di spermatozoi diminuisce la percentuale di fertilizzazione. Un test preventivo sul seme è necessario per accertarne l’idoneità alla procedura FIVET. In caso di seme con un numero di spermatozoi molto scarso, con bassa mobilità o alta percentuale di forme anomale è possibile solo la microiniezione
  • Situazione uterina: la presenza di patologia uterina (malformazioni, fibromi, polipi, aderenze) è un fattore negativo per la riuscita del programma. In questi casi un’isteroscopia (visualizzazione diretta della cavità uterina) può comunicare utili informazioni sulla possibilità di accesso alle tecniche di PMA.
  • Situazione ovarica: è necessario che almeno un ovaio sia funzionante e risponda allo stimolo ormonale.
  • IMPORTANTE: il medico ginecologo del centro non ha nessuna responsabilità per l’eventuale fallimento della stimolazione ovarica che può determinare l’impossibilità dell’esecuzione del prelievo follicolare o per l’assenza di ovociti nel liquido follicolare stesso. Inoltre il medico non può avere nessuna responsabilità nel caso in cui gli ovociti non siano fecondabili o che l’embrione trasferito non s’impianti e porti gravidanza.